Sogno, incubo.

di Ordinary Girl

Certe volte mi prenderei a sprangate sui denti da sola.

Non sono andata a scuola. Stanotte non sono riuscita a chiudere occhio per tutto il tempo; chissà come, mi sono miracolosamente addormentata verso le cinque. Quando è squillata la sveglia, sono tornata subito alla realtà; non avevo dormito per niente bene, pensieri confusi che mi tenevano in dormiveglia mi hanno rovinato anche quelle due ore di sonno che avevo a disposizione.

Ho spento la sveglia, mi sono alzata e ho comunicato a mia madre l’intenzione di restare a casa, nonostante un compito, tre spiegazioni e una ragazza cui dovevo portare dei libri. Sono tornata a letto, avevo solo bisogno di dormire.. Ma ora come ora rimpiango il non essermi alzata, imbottita di caffeina, e andata a scuola.

Mi sono svegliata da poco, nemmeno mezz’ora. Avete presente quei sogni non realistici per l’ambiente (magari neanche ben definito), ma terribilmente realistici per l’attenzione nei particolari delle persone? Ecco, era il mio sogno di stanotte.

Casa mia. Con qualche variante o comunque situata in una specie di condominio fighissimo, dato che c’erano una piscina, una palestra e altri ragazzi.. Ma vabbè. Abbiamo detto che l’ambiente non era questo granché, quindi non importa. Saltiamo l’intro in cui dei carabinieri cercano dell’erba in camera mia (non fumo erba) ma trovano solo del liquore (c’è stato un periodo in cui mi ubriacavo praticamente tutti i giorni, talmente che stavo male), con relativo ceffone di mio padre e blabla.
Più penso a questo sogno più mi sembra un film weird.

Beh, arriviamo al punto.. C’era anche lui. Sì. X.
Non ricordo troppo bene il sogno, nonostante mi sia svegliata da poco; lo rivedo sfaccettato, come i ricordi relativi a lui. E inoltre come c’era da immaginare il pensarci troppo mi provoca nausea, però.. Accade anche un’altra cosa interessante, ma la scriverò solo a sogno ultimato, altrimenti non avrebbe senso.
Premessa: lui si è sempre dichiarato innocente. Addirittura, quando lo minacciavo di denunciarlo, cercava di convincere me di essermi inventata tutto.. Di essere pazza.

Internet, o sms, o prima uno e poi l’altro. Effettivamente, mi ricorda proprio l’inizio della nostra.. Relazione. Chattavamo, non ricordo se io sapessi che era lui o era lui a sapere che fossi io.. In ogni caso, qualcuno di noi due fingeva. Alla fine veniva a casa, non so come ma alla fine veniva da me. Doveva restare, credo. Io riuscivo a prendere il suo cellulare, per prenderlo un po’ in giro; volevo vedere se trovavo qualcosa che potevo usare contro di lui, non so, qualsiasi cosa che mostrasse segni di deviazione mentale.. Ma niente, c’erano solo numeri di ragazze per cui lo prendevo in giro. Si riprese il cellulare, senza che potessi continuare a cercare. Ricordo che all’inizio del sogno la mia camera era com’è adesso, con i muri bianchi. Quando arrivò lui, i muri erano cambiati; era blu scuro, con disegni che ricordavano il cielo notturno. Io andavo a fare un bagno, lui andò a mangiare qualcosa. Poi io presi a litigare/giocare (non ne ho idea) con dei ragazzi in palestra, mentre lui giocava con un videogame. Esatto, il succo del discorso è proprio questo: stavo male, malissimo, ma ero.. In uno stato di pace. X era diverso, era com’era prima e dopo la stanza delle violenze, era il ragazzo tranquillo e rilassato che mi sapeva far star bene.. Che teneva in scacco la mia mente, certo. Ma che, quando voleva, mi dava quella piccolissima dose di sicurezza che mi serviva per sopravvivere fino al giorno dopo.

Il sogno mi ha turbato tantissimo. Non c’è stato un bacio, non un contatto fisico, di nessun tipo. Era come lo desideravo allora. Analizzando quanto scritto su, si può arrivare a dedurre che..

  • Sento la sua mancanza.  Non so cosa dire. Di certo non sento la mancanza di X, non del mostro che era.. Forse mi manca inconsciamente il modo malato in cui mi faceva star bene.
    Non ho la Sindrome di Stoccolma, vero? ..vero?
  • Non voglio lasciarlo andare. Quasi fosse una mia proprietà.. Quando in realtà era l’inverso, ero io ad essere una sua proprietà. Più che non voler lasciare andare lui immagino di non voler lasciare andare del tutto quei ricordi, quel desiderio di stare bene in questi tre anni d’inferno e in quei mesi di stato semi-vegetativo in cui mi limitavo a sopravvivere.
  • Sono gelosa, ergo lo amo ancora. Questo pensiero potrebbe nascere leggendo dei numeri di ragazze sulla sua rubrica; bene, è un pensiero totalmente sbagliato. Possono prenderlo, rinchiuderlo e buttare via la chiave. Immagino che quello fosse solo la trasposizione onirica della realtà: ha avuto altre ragazze, dopo di me. E quello era un riavvicinamento ora, nel presente.

C’è un’ultima cosa che non ho detto; nel sogno, avevo l’impressione di essermi sbagliata. Cioè, il timore che avesse ragione lui: che mi fossi davvero inventata tutto, che era una brava persona, che fossi io ad essere pazza.

Però, ora che sono sveglia.. Mi sento stranamente tranquilla. Come se mi fossi convinta che il ragazzo del sogno fosse un’altra persona.. Innocente. Di cui tra l’altro — guarda caso — non riesco ad afferrare il volto nonostante l’abbia visto e rivisto; non era neanche il suo, ma credo sia come lo immagino oggi.. O un semplice viso random a sostituire il suo, dato che il semplice cercare di ricordare il suo volto mi provoca dolore. Ma questo l’ho già spiegato qualche post addietro..

In ogni caso, la cosa interessante è questa: ho chiuso tutto fuori. In un certo senso.. Mi sento in pace. Il pensare a lui o a quel che mi faceva mi fa stare ancora malissimo, anche fisicamente, però.. Ho diviso la persona di quei momenti da quella che mi faceva star bene. Ne ho creato uno ad hoc, nella mia immaginazione; è una cosa sbagliata, ma immagino sia un meccanismo di difesa.

È una cosa strana. Stranissima.
Ma tutto sommato, non voglio rifletterci su.
Non voglio riflettere più su nulla.
Mai più.

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